Federica Mingolla sale Digital Crack 8a a 3800 mslm

Magica Fede su Digital Crack!

  Un pò di cronaca che non fa mai male giusto per ricordare che il 25 Giugno del "lontano" 1999 gli arrampicatori alpinisti d'eccezione Thierry Renault e Alain Ghersen fanno la prima salita di Digital Crack (quotata allora 8a+). Oggi la linea è stata rivalutata 8a ma le cose cambiano molto poco.

Quello che non cambia invece è la quota e il fatto che Digital Crack sia il primo 8a più alto d'Europa perché a Chamonix sull'Arête des Cosmiques i 3800m sono sempre 3800m con tutto quello che subentra da quando ci avviciniamo ai 3000 e li superiamo, ovvero si sente la quota, inizia a girare la testa, insomma bisogna abituarsi e mano a mano che si sale tutto diventa più difficile.
Giusto per entrare nella mente di Federica bisogna capire chi è Federica che ne fa la prima ripetizione femminile.
Federica Mingolla è una ragazza con una grinta da far paura a un leone e se si mette un obiettivo in testa ... giudicate voi stessi i risultati.
Sempre solare, parlando con Federica scopriamo è anche una esperta scialpinista e che tutto quello che fa lo fa con passione e felicità, senza altri fine se non quello di divertirsi e di togliersi i sogni che racchiude nel cassetto.

Super Fede innanzitutto! da parte di tutti noi di WildClimb e anche Super-super! a tutta la tua Compagnia, un particolare ringraziamento a Federico Ravassard perché i suoi scatti sono veramente bellissimi!

Personalmente devo dire che ultimamente hai segnato delle crocette rosse (crocette, si fa per dire ovviamente) in svariati posti e tutte crocette da fare invidia a molti maschietti, mi riferisco ovviamente a "Tom et Je Ris", "Quarto potere" e adesso a "Digital Crack"!

FM. Quando scelgo un progetto  penso non solo alla linea da salire in sé ma si tratta quasi sempre di un percorso, un’avventura che intraprendo con degli amici per condividere emozioni ed esperienze e per darmi la giusta carica . L’ultimo esempio è proprio questo del Monte Bianco, un’idea nata dalla mia passione per la montagna che si fonde a quella per la scalata e la ricerca della difficoltà. Mi piace mettermi in gioco e testare i miei limiti: 4 giorni sul Bianco con 2 notti in tenda e una in rifugio spostandoci con sci e pelli mi hanno fatto davvero capire cosa vuol dire la parola FATICA. Questa crocetta su Digital  la metto con tanto orgoglio perché nonostante il suo grado di 8a simbolico ( perché simbolo di un epoca dove l’8a era IL GRADO DURO )  ho pensato diverse volte ,mentre cercavo di sviscerare la soluzione dei passi chiave, che era estremamente esigente e che non me la sarei cavata in poco tempo, magari forse mai.

Quanti giorni sei stata lì? raccontaci un pò cosa hai fatto durante il tuo soggiorno?
FM. In 4 giorni siamo riusciti a scalare 2 giorni ai Satelliti facendo qualche bella via per acclimatamento (Empire state building, ED+, 7c* e la direttissima del Trident du Tacul**). Il terzo giorno l’abbiamo impegnato per lo spostamento dal Cirque du Maudit al Cosmiques e alla ricerca della via più breve per arrivare sotto il pilastro e un infine il 4 giorno sono riuscita finalmente a dare una manata al tiro. Solo una breve ricognizione durata 2 tentativi perché poi il brutto tempo ha fatto capolino sopra di noi e siamo stati costretti alla ritirata calzando sci e pelli verso Punta Herbronner, dove la funivia del ritorno ci aspettava. Sono tornata 3 giorni dopo per concludere il mio conto in sospeso, in una bella giornata di sole e caldo, anche troppo. In tutto posso dire di aver fatto 6 giri su Digital, dove nel 1 non ho raggiunto nemmeno il 4 spit perché non riuscivo a capire la sequenza del passaggio chiave della via. Purtroppo anche la pelle è limitata su una roccia del genere: granito purissimo che ti porta via ogni strato di pelle fino a farti venire le vesciche sui polpastrelli. Perciò il giorno che ho fatto 3 giri e al 3° l’ho chiusa ... ero lì per piangere dal male alla pelle.

E' la prima volta che vai in quota in generale? di solito quando si va in quota ci vuole un certo periodo di adattamento, per te soli pochi giorni ... direi ore.

FM. Ero già stata a 4000 m, sul Breithorn, quando ero più piccola in occasione di una gita di scialpinismo. Adesso però è stato diverso, non si è trattato più di un mordi e fuggi in giornata  ma di stare per 4 giorni a un altitudine simile. Sono rimasta  molto sorpresa dal fatto di non sentire per niente la quota, anche nella scalata. Solo in alcuni movimenti molto faticosi dove probabilmente stimoli il massimale avevo qualche breve giramento di testa ma poi tutto sembrava la normalità, come scalare in bassa valle ma con un panorama mozzafiato.

Allora hai anche questa dote perché di dote si tratta, sei abituata al granito? da quanto fai sembra tu ti trovi a tuo agio ovunque ma  ... quale è il tuo terreno preferito?
FM. Ho avuto  un primo approccio al granito in Valle dell’Orco, in particolare sul diedro di Legittima Visione (praticamente ieri, ndr.), dove ho imparato a come comportarmi con mani e piedi su questa roccia particolarissima che muta ad ogni cambio di temperatura e di direzione del vento. Mi sento a mio agio sul granito perché si tratta quasi sempre di un tipo di scalata molto tecnica di piedi e forza di dita però il mio terreno preferito è il calcare a canne! Adoro la scalata del genere Kalymnos, la trovo estremamente divertente!

Va beh, insomma tutto, bellissimo! riesci ad abbinare gli allenamenti a tutte le tue attività? gare, boulder, falesia, calcare, granito, vie lunghe, vie in alta quota, tutto con date molto ravvicinate oltretutto

FM. Questa è una domanda alla quale vorrei avere anche io una risposta! Diciamo che ho delle priorità, mi pongo degli obiettivi e in base a quello chiedo al mio allenatore Donato Lella di programmare i miei allenamenti, cercando anche di capire insieme su cosa lavorare di più e cosa invece non serve per la realizzazione. In realta’ è quasi impossibile riuscire a fare tutto, ovvero gare ,progetti impegnativi come lo è stato questo e allenamenti costanti in palestra. Perciò si decide a cosa puntare e poi si scaglia la freccia ;) . Un panorama che mi affascina un sacco e al quale mi sto dedicando nell’ultimo periodo è quello delle vie trad in montagna, questo sarà sicuramente un buon modo per fare muscolazione oltre che attività aerobica! Sono convinta che l’importante alla fine è scalare e variare stimoli, poi la pianificazione di un allenamento è qualcosa in più che nasce per le gare, un mondo al quale sento di fa parte sempre meno.

E venendo a Digital Crack, raccontaci un pò ... so che a metà c'è il passo duro ma dimmelo tu, quello è un sogno che probabilmente molti di noi non realizzeranno mai ...

FM. La via consiste in una serie di passaggi di forza di dita per i primi 4 rinvii dove il muro è verticale, mentre dopo si abbatte appena per trasformarsi in un’estenuante lotta di microappoggi per mani e piedi e compressioni che ti fanno esplodere i dorsali fino al penultimo rinvio dove finalmente puoi prendere una boccata d’aria( poco ossigenata ovviamente). Il singolo più difficile della via, dove sono volata penso più di 30 volte per riuscire ad arrivare al rinvio successivo, è una serie di movimenti ad orologio che ti portano a non essere mai fuori equilibrio e che ti permettono di conquistare qualche centimetro alla volta fino ad arrivare ad una posizione del tutto innaturale dalla quale con un caricamento di gambe riesci ad impostare un dinamico di mano sx alla tacca sotto il rinvio. Da lì inizia la parte leggermente appoggiata. Penso che questo genere di scalata abbia messo davvero a dura prova la mia precisione sui piedi, non finisci mai di imparare!

... altri "progettini" nel cassetto?

FM. Altri progetti…. Certo che si! Molti, forse troppi da poterli realizzare tutti, soprattutto essendo tutti in posti non proprio vicini. Per esempio mi piacerebbe provare la via multipicht che si trova in corsica: Delicatessen, in Bavella! Gli altri non li cito nemmeno perché mi piace dedicarmi a una cosa per volta e il prossimo viaggio vorrei fosse per realizzare questo!

Come si dice oggi ... "Bella Fede!" e per l'intervista e per quanto hai fatto ultimamente, vuoi dirci qualcos'altro?

Vorrei ringraziare i miei sponsor  che sono stati davvero essenziali per la realizzazione della spedizione. In particolare Wildclimb per il supporto economico e per le calzature, Ferrino e Rockslave per l’attrezzatura tecnica e l’abbigliamento e Petzl per tutto il materiale da scalata e ghiacciaio.  Sono davvero soddisfatta di aver avuto un feedback positivo da tutti loro, sono la mia energia in un certo senso, mi danno carica! E ringrazio i miei compagni di squadra che mi hanno fatto vivere dei momenti incredibili nel posto più bello che io abbia mai visto fin’ora.
Vorrei ringraziare quindi: Federico Ravassard (fotografo e video maker), Lorenzo Pernigotti e Antonio Lovato Dassetto (conoscitori della montagna e dei suoi crepacci, ottimi compagni per farsi grandi risate in tenda e bravi cuochi) . bravi tutti!:

(Toni Lonobile per WildClimb)

* Federica sale Empire State Building per acclimatarsi, ED+, 7c+ (chapeau!)
** idem con la Direttissima al Trident du Tacul

Federica Mingolla  (Foto, Federico Ravassard)

(Foto, Federico Ravassard)

(Foto, Federico Ravassard)

(Foto, Federico Ravassard))


Con Federico Ravassard


Posizione perfetta per Fede anche nello Sci fuoripista