Dieci anni di WildClimb

Con la nascita del nuovo sito, WildClimb 2.0, ho sentito la voglia e il bisogno di dare voci ai RICORDI.
… perchè a volte ricordare fa bene e 10 anni di vita possono essere tanti o pochi ma sono comunque un percorso che è stato fatto assieme. e sono indissolubilmente un trampolino di lancio verso il futuro. 🙂
quello che ho vissuto in questi 10 anni è una di quelle esperienze che alla fine ti fanno dire: IO C’ERO.

GRIP

Ci sono persone che ti stanno sulle palle a pelle. Non c’è un motivo. È così.
Ci sono fortunatamente persone che ti stanno simpatiche al volo. Con cui hai feeling da subito. Ti trovi. Condividi. Non c’è un motivo. È così.
Sono seduto nel retro bottega di una fabbrica di scarpe d’arrampicata. Su una sedia un poco sconnessa circondato da scatole su scatole marrone chiaro. Sto provando un paio di scarpette. Allettato dalla prospettiva di un ottimo prezzo e dalla curiosità di provare qualcosa di nuovo. Le scarpette si consumano troppo in fretta per poter avere un solo paio. Troppo in fretta anche per aver solo delle scarpette top. Quindi sono sempre alla ricerca di qualche paio di scarpette economiche, per le vie facili, per fare traversi, per risparmiare qualche soldo. E poi provare le cose nuove a me piace. Solo provando ci si confronta e si evolve. Si trovano nuove soluzioni. Nuovi materiali. A volte sono ciofeche. A volte sono cose ottime.
Sono nel cuore della pianura veneta. In quel distretto della scarpa dove in un raggio di pochi chilometri hanno sede tutte o quasi le grandi marche sportive. Ci sono arrivato tramite un forum di alpinismo. Potenza dei mezzi moderni.

Non immaginavo allora, intento a capire se la “Bat” era un modello adatto al mio piede e che numero prendere, che quel giorno avrebbe cambiato la mia vita futura.
Davanti a me il titolare della ditta, contitolare scoprirò in seguito; Mauro. Detto Grip. Nomen homen.
Fuorivia è stato un bel forum. È stato anche molto di più. È stato un posto dove decine di persone sono diventate amiche tramite lo strumento del contatto virtuale. Amiche da trovarsi e arrampicare assieme. Amiche da condividere cose belle e brutte. Da attraversare l’Italia per fare festa assieme.
Grip scriveva su quel forum. Come me. Come tanti altri che vorrei ricordare ma esulano dal presente racconto. Amici vivi. Amici morti.
Grip scriveva di cazzate e faceva ridere. Scriveva di cose serie e tecniche e insegnava tanto. Da uno che sa. Da uno che vuole informare. Lo faceva a viso aperto. Aveva un ritorno pubblicitario? Sicuramente. Ma quello che dava era sicuramente superiore a quello che poteva ricevere. Come Emanuele.
In quel momento storico Mauro aveva deciso di dar vita ad un suo brand di scarpette. Risuolare e produrre per altri non gli bastava più. Voleva lasciare il segno. I motivi ora importano poco. Quel che importa è che quel giorno, grazie a un particolare sconto forumisti io ero là.
E mentre il mio piede entrava nella scarpa Mauro parlava. Da bravo imprenditore veneto parlava. Raccontava. Erudiva. Perché il Grip in effetti parla tanto. Ha una socialità elevata. Ma quello che mi colpiva non era il parlare ma era il succo del parlare. Erano parole interessanti. Col mio background ho una certa diffidenza dagli imbonitori. E nessuna possibilità di farmi influenzare da 4 parole.

Mauro parlava. Io ascoltavo. Rispondevo poco. Io parlo poco a volte.
Non c’era niente da fare. Questo ragazzo mi sta simpatico. Come sul forum. Più che sul forum.
45 minuti dopo sono uscito con 2 paia di scarpette sotto braccio, e un patto.

Io ho sempre creduto che bisogna ringraziare e ricambiare nella vita.
Il prezzo che ho pagato per quelle scarpe era incredibilmente onesto. Direi quasi esageratamente onesto. Era un prezzo lancio. Era un investimento. Lo sapevo. Qualcosa di economia conosco. Ma era comunque un prezzo molto favorevole per quel prodotto.
Il patto era che se con le scarpe mi trovavo bene avrei fatto un po’ di pubblicità con foto e commenti positivi. Dare avere. Onestà intellettuale.
Io non sapevo allora e manco sospettavo che quello era l’ultimo paio di scarpe di arrampicata che avrei comperato in vita mia.
Neppure Mauro immaginava che quel vecchio alpinista scarso sarebbe diventato uno dei più fidi e grandi testimonial del marchio.
E soprattutto che saremmo diventati tanto amici.

Le scarpe erano ottime. La ditta era piccola e voleva crescere. Pochi o nessuno allora credeva in quel marchio. Tanti prendevano le scarpe a prezzo stracciato e le consideravano scarse proprio perché costavano poco, o le paragonavano a modelli completamente diversi per costruzione e materiali.
Io con quelle scarpe mi trovavo bene.
Con quella persona mi trovavo stra bene.
Quello che mi insegnava, sul forum e di persona aveva un valore immenso. Pochi allora e, forse anche ora, lo hanno capito.
Da allora sono passati 10 anni. Dieci anni in cui la ditta è cresciuta, è diventata punto di riferimento nel mondo delle calzature di arrampicata. Ha sfornato modelli che sono considerati di punta, che sono al top. Ha testimonial di nome e un fatturato in crescita. E altre persone si sono aggiunte al gruppetto di amici che lavorano a tempo perso per farla conoscere. Gente in gamba non vecchi balordi come Espo 😊.

Dieci anni in cui ho provato modelli e frequentato qualche fiera. Fatto foto e fatto conoscere il brand. E cercato di dare qualche idea, più sul marketing che sulle scarpe.
Il patto è rimasto uguale. Scarpe contro foto, contro immagine. Niente soldi. Solo amicizia.
Mauro è rimasto uguale. Parla sempre un casino. Ha meno tempo per lavorare in fabbrica e più incombenze da manager. È più scazzato e pieno di impegni. Crescere costa fatica. Da soddisfazioni ma costa fatica. Si cazzeggia meno. Si pensa di più.

La WildClimb è cresciuta. Puntando sui giovani. Puntando sulle persone normali. Innovando nelle forme, nei materiali, nelle idee. Entrando nelle palestre e nelle gare giovanili, dove c’è il cuore pulsante che arrampica, perché sono quelli che fanno il 5c/6a che mandano avanti il fatturato non quelli da 8c.
La WildClimb è cresciuta ma ha mantenuto lo stile e la modalità dell’inizio.
Perché Grip è un imprenditore dalla testa molto fine, attento e presente, ma dal cuore tanto grosso.
E il cuore a volte porta ritorni superiori, insperati e inaspettati.
Questo scritto vuole esser un ringraziamento a Grip, ma anche a Marzia, Emanuele, Cristiano, Toni e ai ragazzi del reparto tecnico; a Dino che non ho ancora conosciuto, non per le scarpe che mi hanno dato, ma per quello che mi hanno insegnato e mi hanno fatto vivere.

by Espo

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