Pierfrancesco De Falcis

Pierfrancesco De Falcis

Ragazzo semplice, senza grandi storie alle spalle. Cresciuto  con i film di Sergio Leone e accompagnato dalle note di Ennio Morricone.

Ho avuto una grande fortuna ad aver incontrato questo sport diversi anni prima della sua moderna divulgazione, quando ad arrampicare si era in pochi, quando in falesia l’età media era alta e tu, che eri il figlioccio dei vari personaggi che la abitavano, vivevi una doppia vita, una a casa cullato dai genitori che non sapevano mai cosa facevi dopo la scuola, e l’altra con la famiglia verticale, che ti passava a prendere in macchina e ti portava in quei luoghi magici, dove non basta mai la voglia di andare su, bisogna avere fame e non smettere mai di crederci.

Successivamente, terminati gli studi superiori, mi sono trasferito in emilia per intraprendere l’università di Matematica, e qui, è successo qualcosa.

Forse è proprio vero che a volte, quando si è confusi, basta cambiare prospettiva per ritrovarsi.

Qui posai gli occhi su cii che mi circondava, che siano persone e muri di arenaria, qualcosa si è evoluto e continua ad evolversi.

Ora lavoro alla palestra di arrampicata Rock’n Fire, vedo crescere talenti e cerco di trasmettere una visione diversa della vita da quella canonica con il quale si cresce.

Una visione più ricca, fatta di sogni, costanza e continua rinnovazione della propria persona.

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Storie

Piperno

Arrampicatori Culturisti (capitolo 3)

Patrick sapeva che stava rischiando di compromettere la gara per un capriccio molto personale… era mosso – appunto – dalle “peggiori intenzioni”, ma quando sai fare molte cose e sai farle bene, del risultato ti frega il giusto. La felicità è altrove, in quella musichetta privata che ci canta dentro quando siamo veramente felici.

Arrampicatori Culturisti (capitolo 2)

… la vertigine, l’ottenebrante irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa.

Arrampicatori Culturisti (intro + capitolo 1)

Ci venivamo, noi, a cercare a tentoni la nostra felicità, che il mondo intero ci insidiava con rabbia. Ci vergognavamo di quella voglia, ma bisognava pur farci qualcosa! È più difficile rinunciare all’amore che alla vita.