Hialps, “the mountain network”

Un “Evento” è “qualcosa di scioccante, fuori posto, che compare all’improvviso e interrompe il flusso continuo delle cose“.

Di certo, se un evento è un vero “evento”, accade sempre fuori tempo, sempre troppo presto e sempre  i promotori finiscono  in malo modo…

Una novità, una rivoluzione, inizia quindi da un errore, e ci vuole tempo per far germogliare quel seme di novità introdotto nella società.

Un seme che, tra i suoi frutti, porterà anche la possibilità di rivalutare nel tempo le possibilità che hanno permesso il realizzarsi di una creazione, perché un evento riscrive le regole.

Succede sempre cosi…

Ho pensato a questo quando ho incontrato Marco Girardi. (augurandogli una sorte migliore :-))

Come ogni buon selvaggio che si rispetti, Marco porta con sè un certa sensibilità che cozza continuamente con il vicolo cieco del: “è sempre stato cosi”.

Da questo “sentire” nasce Hialps: un progetto in via di sviluppo, un social network “montanaro” con 30000 utenti su Fb.

La montagna è spesso vissuta in modo intimo e la condivisione è legata al gruppetto che ci gira attorno come in una sorta di struttura a grappolo d’uva.
Hialps mette al centro le persone permettendo alle stesse di raccontare le loro esperienze, cercando di allargare quel grappolo fino ad includere i professionisti della montagna, siano essi guide (a vario titolo), gestori di rifugi o rivenditori di prodotti tecnici.

Hialps é una specie di diario multimediale delle esperienze fatte, in grado di rendere conto del percorso di crescita; in pratica: un curriculum.

Se da un lato, lo scopo è raccontare le persone mentre vivono la montagna, nella speranza di creare relazioni autentiche, dall’altro c’è la proposta ed i consigli di chi la montagna la vive (anche) per lavoro.

Raccontare attraverso due canali: le foto dei diari degli utenti e le interviste/filmati (con drone) realizzati da Hialps.

Far conoscere la bellezza delle nostre montagne e dei nostri rifugi passa anche questi punti di vista “aerei”.

Nasce così una nuova possibilità di interrogare l’ambiente “montagna”.

Creare un collettore tra chi chiede di poter fare esperienza e chi offre con la dovuta “autorevolezza” itinerari e consigli, è un potenziale sistema in grado di alzare il livello minimo di cultura che serve per vivere la montagna.

Perché è sicuramente vero che la montagna è per tutti, ma l’infradito nelle escursioni anche più facili, deve rimanere a casa!

Tenere traccia, tenere uno storico aiuta anche ad organizzare le future esperienze.
Il professionista che propone, organizza e consiglia, può orientarsi in modo intelligente tra le capacità richieste e le capacità offerte da chi si propone come “cliente” dell’attività proposta.
E’ questa la seconda faccia: il lato offerta che è rivolto a guide, rifugi e tutte quelle figure/strutture che intervengono nelle  nostre esperienze in montagna.
Il materiale viene consigliato da figure auterovoli, si crea quindi quel ponte comunicativo in grado di fare cultura, non solo digitale.

Convogliare la dispersione delle informazioni utili a chi cerca di vivere i monti, ha almeno due aspetti positivi: allontana i “pressapochisti” della Domenica che hanno certamente il diritto di vivere la loro ignoranza come una scelta e permette di far capire che molte volte l’andare in montagna si risolve con una buona organizzazione.
Su questa piattaforma ci sono i professionisti che consigliano dove e cosa reperire per ogni tipo di attività proposta.
Questa traiettoria di informazioni è già a attiva in altri settori sportivi.
Legare chi offre a chi cerca é un problema che attraversa in modo trasversale il mondo verticale.

Su Hialps c’è l’autorità degli esperti del settore, le loro raccomandazioni che, certamente, sono a capo di relazioni anche commerciali, ma non dobbiamo perdere di vista il senso e la responsabilità “umana” di questo tipo di comunicazione.
E’ un social network verticale, un Giano bifronte dove al Booking si contrappone una specie di Strava. Non sarà certo capace dei numeri dei social orizzontali, ma è molto più specifico e finalizzato perché  non si disperde tra chi non è veramente interessato.

Sarà a portata di smartphone: al momento l’app sta uscendo dal test.

E’ un cammino, non certo fatto a tempo perso.
E’ un lavoro, per chi sviluppa e per chi propone.
Cosi come è un lavoro quello delle guide alpine e quello dei gestori dei rifugi.
Per il momento, in attesa di nuovi sviluppi, non ci resta che entrare nel gruppo fb di hialps e attendere la “rivoluzione”.

Amare la montagna è esattamente questo, continuare a domandarsi cosa si può fare meglio, evitando come risposta la comoda retorica fatta di categorie astratte e di tempi verbali coniugati al passato.

WildClimb continua ad essere “strumento per crescere” e non ha fretta di vedere subito il frutto di questo seme.

E’ una proposta che “apre” al mondo e che profuma di “sostenibilità”.

Molti  professionisti della montagna che calzano WildClimb girano nell’orbita di questa proposta.

Affaire a suivre… dicono i francesi

N.B: Scritto basato su di un’intervista fatta a Marco Girardi (ideatore e responsabile del progetto “Hialps”)

Note: La Frase iniziale:“qualcosa di scioccante, fuori posto, che compare all’improvviso e interrompe il flusso continuo delle cose” è una citazione presa da: Slavoj Zizek, Evento, UTET 2014

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