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Donato Lella

Nato il 25/12/2065.Inizio nel 1983 sui siti di arrampicata piemontesi del “nuovo mattino”…rocca Sbarua, valle dell’Orco est…
Prediligo la disciplina lead e sarebbe lunga la descrizione di tutto il mio percorso percorso verticale.

Il mio motto é: “Chi non dà tutto, non dà niente”.

Di me e delle mie vene si parla in questa intervista: https://www.wildclimb.it/2021/08/16/vene/

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Riguardo alle scarpe uso solitamente Pantera V, Pantera Laser e Mangusta

Il curioso caso del detenuto 737 – Introduzione

Il curioso caso del detenuto 737″ ci porta lontano […] ci conduce nella selva, in un bosco – anche o soprattutto mentale – che nasconde tra i suoi intricati rami i sassi e le pareti che vorremmo scalare.

Vene

Vene come pipeline che riportano il sangue al cuore. Un sangue esausto che attende di essere rigenerato e rilanciato. Le vene di Donato sono oversize, dilatate ed espulse in superficie da muscoli lavorati con il cesello del tempo. Le vene di Donato sono le rughe: il peso dell’età della sua passione.

Toglietemi tutto ma non le mie Pantera

siamo orgogliosi di comunicare che l’unità di misura della crescita di Laura non cambierà per i prossimi anni.

Infatti, Laura Rogora ha rinnovato il suo contratto con WildClimb.

L’elemento immutabile, il metro di misura, (che sarebbe da conservare al Louvre accanto al regolo di platino e iridio utilizzato come “metro campione”) è senza dubbio la scarpetta WildClimb Pantera Rossa numero 34,5.

Barbari… vi educherò

“Ci tieni lo stesso tu a scalare in mezzo a tutto quello che succede?… A tutto quello che si vede?… O invece è che non vedi niente?… Io credo proprio che tu te ne sbatti!… Fai il sentimentale mentre sei una bestia che non ce n’è un’altra… Ti vuoi attaccare a della ferraglia marcia? Con la tua trita retorica?… Ti va bene allora?… A me no!… Se senti niente tanto meglio per te! è che hai il naso tappato! Bisogna essere quei degenerati che siete tutti perché quella sosta non vi faccia schifo… Vuoi sapere quello che c’è tra me e te?… Eh be’ tra te e me, c’è tutta la vita… Ti basta mica alle volte?”

È un anno che dimenticheremo

  Ceredo Alta Questo è un anno che dimenticheremo, altroché.  La retorica, per oggi, lasciamola riposare. L’anno 2020 lo dimenticheremo, come tutti gli altri. Se non altro per poter dormire sonni tranquilli, per riuscire ancora una volta a girare lo sguardo...

Un drone chiamato Laura Rogora

Laura Rogora dice di avere un drone come il mio. Dice anche di essere più brava di me a pilotarlo. Io il suo drone non l’ho mai visto.

L’arrampicata sul granito dei Sette Fratelli in Sardegna

Mentre macino chilometri e playlist musicali penso spesso a quello che motiva i miei repentini spostamenti; rifletto su quella voglia di vedere, provare e scoprire non solo i miei limiti ma anche il bello e il nuovo

Arrampicatori Culturisti (capitolo 4)

In fin dei conti, arrampicare è proprio questa eterna tensione, è il passaggio da un equilibrio all’altro. Non un equilibro, non l’altro, ma il “mentre” che li divide. L’intensità del nostro sport vive di questa incertezza. Vive dell’istante in cui la mano trova respiro. Roccia, aria , roccia.

Arrampicatori Culturisti (capitolo 3)

Patrick sapeva che stava rischiando di compromettere la gara per un capriccio molto personale… era mosso – appunto – dalle “peggiori intenzioni”, ma quando sai fare molte cose e sai farle bene, del risultato ti frega il giusto. La felicità è altrove, in quella musichetta privata che ci canta dentro quando siamo veramente felici.

Arrampicatori Culturisti (capitolo 2)

… la vertigine, l’ottenebrante irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa.