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Arrampicata

Davide “Dade” Mazzucchelli

Nato a Varese nel 1976, arrampico da…troppi anni 😊 ho iniziato da piccolino sugli alberi per poi passare a qualche masso, fino ad approdare all’arrampicata con corda e scarpette al Campo dei Fiori (falesia con carattere alpinistico sopra Varese)

Attività prevalente, difficile da dire, come guida ed appassionato di montagna faccio un po’ di tutto: dal boulder che però ultimamente pratico meno, passando per la falesia fino alle grandi pareti…il mio cuore però batte forte per le grandi sfide, quindi vie alpine, arrampicata trad, aperture e solitarie. Come luoghi ne ho diversi: il Ticino dove ho aperto diverse vie lunghe alle quali sono particolarmente affezionato, Caslano dove ho raggiunto i miei limiti nel freesolo, l’Ossola con le sue belle falesie, Cadarese e Yosesigo per il trad, mentre il Monte Bianco per le grandi salite, dove mi sono messo in gioco anche con alcune solitarie invernali.

Diciamo che dopo tanti anni ed avendo frequentato tantissimi scalatori ci sono una miriade di frasi che potrebbero contraddistinguermi e non è affatto facile sceglierne una sola, eccone una piccola selezione: “c’è tutto”; “se bagnato sarà al massimo 6b”; “sopra spiana”; “sarà IV grado”; “un po’ di sana sofferenza”; “che bello ravanare”

Prodotti preferiti

Non ho un modello di scarpette preferito, uso con soddisfazione tutti i modelli alternandoli in base al periodo ed anche al tipo di scalata: Pantera blu per le fessure, Grip Velcro e Lacci mi danno un bel supporto e precisione sulle tacche, Pantera Laser mi permette di spalmare bene pur mantenendo un buon supporto e precisione, Pantera rosse per la comodità e polivalenza, Da Gara per la palestra

Speravo non me lo chiedesse mai

Devo essere onesto, speravo non me lo chiedesse mai…. ma alla fine la proposta è arrivata, comunque tranquilli nulla di serio, si tratta di una semplice questione di spit !

Alessandro Boulos e la velocità

La scelta della speed l’ho compiuta poco più di 4 anni fa, quando mi trasferii fuori regione per iniziare l’università.

Luca Malosti

Diciamo che quello è uno step della mia carriera, un obiettivo. Far diventare il mio sport il mio lavoro. Questo, per poter aver la possibilità di “lavorare all’arrampicata” sempre più frequentemente senza impegni o altre distrazioni

Allenatori: Roberto Franzoni

Sul perché si finisce per diventare allenatori, la risposta è abbastanza semplice: per quanto mi riguarda sono mosso da una passione molto forte (che sconfina, a volte, nella dipendenza).

Allenatori: Alessandro Marrocchi

Come si insegna e come si allena in Arrampicata Sportiva ancora non è stato scritto. Come per tutti gli sport non esiste un unico  metodo, ma ogni metodo per essere ritenuto valido e condivisibile deve prendere forma da solide basi empiriche messe immediatamente a confronto con le conoscenze scientifiche 

Il curioso caso del detenuto 737 – Epilogo

Il titolo a inizio pagina ancora riecheggia tra i miei pensieri.

“Chipping is a crime”.

Ehi, ma cosa sarebbe il chipping, pensai. Cominciai la lettura, attentamente. Man mano che divoravo lettere e punteggiatura, mi fu chiaro, di cosa la penna di quell’articolo stesse parlando.

Sinceramente, né allora, né tanto meno adesso, so dirvi se compresi quell’articolo.

Il curioso caso del detenuto 737 – Capitolo 4

Erano passati ormai tre mesi e quattro giorni da quelle artificiali modifiche e rielaborazioni geologiche.

Erano cambiate alcune cose, sì, in me, ma sì, anche nel piccolo borgo che da tanti anni mi ospitava. Il boom tecnologico invase l’intera piccola metratura della pianura, piccole e medie fabbriche nascevano in ogni dove. Non solo legno, ma acciaio, fonderie, piccole centrali elettriche.

Il curioso caso del detenuto 737 – Capitolo 3

Ecco, caro lettore, siamo arrivati al dunque, al primo misfatto. Subito dopo al pensiero, spettava all’azione: compier ciò che solo la sera prima avevo immaginato di poter realizzare.

Certo, a essere sinceri, se mi avessero detto, che tutto quello che a me pareva innocente e ambizioso, mi avrebbe portato a raccontarlo chiuso qui dentro, beh sì, quel giorno, non avrei mai timbrato il biglietto, né del primo treno, né della corriera successiva, non avrei stimolato le gambe, né nella pedalata iniziale, né nella camminata finale.

Il curioso caso del detenuto 737 – Capitolo 2

Beh sì, caro lettore, son certo che tu abbia intuito che io, della verticale, niente conoscevo, e certamente niente conosco tuttora. Vivevo di sogni, piccole e rare informazioni al quale riuscivo ad accedere non senza poca fatica.

Senza guide com’ero, privo di fratelli maggiori che tracciano il cammino da seguire, svincolato da qualsiasi logica quotidiana, tutto era una scoperta e mi sentivo un esploratore.

Il curioso caso del detenuto 737 – Capitolo 1

Tra una pausa e l’altra, tra le varie serie di esercizi che mi imponevo, sulla mano sinistra non mancava l’unica rivista di arrampicata che arrivava, a quei tempi, nel piccolo borgo: ÉCOLE VERTICAL.Vi leggevo di incredibili salite sportive, della perfezione fisica di chi le compiva. Credevo di capire i loro pensieri che, a quel tempo, pensavo vicino ai miei.

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