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PENSIERO

WildClimb è un nuovo modo di pensare.
Facciamo scarpe da oltre 30 anni.
WildClimb è parte del Calzaturificio M&M che produce scarpe per tante realtà e per tante occasioni.
Un giorno ci siamo chiesti cosa saremmo stati in grado di fare se ci fossimo messi a produrre una scarpa per noi, per il semplice piacere di scalare.

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WildClimb è un nuovo modo di pensare.
Facciamo scarpe da oltre 30 anni.
WildClimb è parte del Calzaturificio M&M che produce scarpe per tante realtà e per tante occasioni.
Un giorno ci siamo chiesti cosa saremmo stati in grado di fare se ci fossimo messi a produrre una scarpa per noi, per il semplice piacere di scalare.

semplici

PRESTAZIONI

Volevamo una scarpa capace di trasformarsi in naturale estensione dell’arrampicatore.
Ci siamo regalati WildClimb: un nuovo modo di pensare.
E ne siamo felici.
Non volevamo vittorie e non abbiamo seguito le mode. A guidarci è il miglior rapporto tra semplicità e prestazioni. Strumenti che senza fronzoli mirano dritti al bersaglio.
Non serve alcuna rivoluzione, si tratta di togliere il superfluo.
Pulizia.

strumenti

EFFICACI

È così che dopo 20 anni di ricerca una WildClimb Pantera ha calcato il gradino più alto del Mondo.
Cresciuti per gradi, siamo saliti sui podi dei raduni amatoriali, sui podi di Coppa Italia, abbiamo vinto Campionati Italiani di tutte le categorie e discipline. Siamo atterrati in catena al podio di Coppa del Mondo Lead.
Per gradi, passo dopo passo, dal 9b alle Olimpiadi.
L’orgoglio vero è l’aver fatto tutto questo con la scarpa più semplice possibile.
Nulla in più, anche nel prezzo.
Conosciamo i materiali, conosciamo l’arrampicata.
Ricerchiamo soluzioni alternative per continuare a vestire sempre meglio la scarpa attorno piede, mai il contrario.
Ogni scalatore ha la sua scarpa, il suo attrezzo, semplice, efficace, economico.

Are you

WILD CLIMBER ?

C’è solo quello che serve, nessuna concessione.
Essenziali.
Fuori moda, spesso in anticipo, lasciamo che le mode passino.
WildClimb è chiarezza, nessun acronimo, nessun inganno.
Puri strumenti per l’arrampicatore.
Noi arrampichiamo… facciamo tutti i gradi e su tutti i tipi di roccia.
Facciamo scarpe per noi e non ci accontentiamo mai.
Selvaggi perché fuori dal coro.
Sei tu un WildClimber?

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Asimmetrica come "Pantera" in tutte le sue incarnazioni, moderatamente asimmetrica come la morbidissima "Dagara", calzata naturale e confortevole per la nuova "Bat". Rovista nella cassetta e trova il tuo strumento.

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Ne abbiamo per tutti i gusti

LE NOSTRE

TECNOLOGIE

La nostra tecnologia è l'entusiasmo e l'esperienza sul verticale. Il resto conta meno e sono marchi registrati. Microfibre, cotoni intrecciati, lavorazioni Laser e ricerca sulle gomme: WildClimb è selvaggia, non si accontenta mai dell'esistente ed è sempre alla ricerca dello stato dell'arte.

LE NOSTRE

TECNOLOGIE

La nostra tecnologia è l'entusiasmo e l'esperienza sul verticale. Il resto conta meno e sono marchi registrati. Microfibre, cotoni intrecciati, lavorazioni Laser e ricerca sulle gomme: WildClimb è selvaggia, non si accontenta mai dell'esistente ed è sempre alla ricerca dello stato dell'arte.

Barbari… vi educherò

“Ci tieni lo stesso tu a scalare in mezzo a tutto quello che succede?… A tutto quello che si vede?… O invece è che non vedi niente?… Io credo proprio che tu te ne sbatti!… Fai il sentimentale mentre sei una bestia che non ce n’è un’altra… Ti vuoi attaccare a della ferraglia marcia? Con la tua trita retorica?… Ti va bene allora?… A me no!… Se senti niente tanto meglio per te! è che hai il naso tappato! Bisogna essere quei degenerati che siete tutti perché quella sosta non vi faccia schifo… Vuoi sapere quello che c’è tra me e te?… Eh be’ tra te e me, c’è tutta la vita… Ti basta mica alle volte?”

È un anno che dimenticheremo

  Ceredo Alta Questo è un anno che dimenticheremo, altroché.  La retorica, per oggi, lasciamola riposare. L’anno 2020 lo dimenticheremo, come tutti gli altri. Se non altro per poter dormire sonni tranquilli, per riuscire ancora una volta a girare lo sguardo...

Un drone chiamato Laura Rogora

Laura Rogora dice di avere un drone come il mio. Dice anche di essere più brava di me a pilotarlo. Io il suo drone non l’ho mai visto.

L’arrampicata sul granito dei Sette Fratelli in Sardegna

Mentre macino chilometri e playlist musicali penso spesso a quello che motiva i miei repentini spostamenti; rifletto su quella voglia di vedere, provare e scoprire non solo i miei limiti ma anche il bello e il nuovo

Arrampicatori Culturisti (capitolo 4)

In fin dei conti, arrampicare è proprio questa eterna tensione, è il passaggio da un equilibrio all’altro. Non un equilibro, non l’altro, ma il “mentre” che li divide. L’intensità del nostro sport vive di questa incertezza. Vive dell’istante in cui la mano trova respiro. Roccia, aria , roccia.

Arrampicatori Culturisti (capitolo 3)

Patrick sapeva che stava rischiando di compromettere la gara per un capriccio molto personale… era mosso – appunto – dalle “peggiori intenzioni”, ma quando sai fare molte cose e sai farle bene, del risultato ti frega il giusto. La felicità è altrove, in quella musichetta privata che ci canta dentro quando siamo veramente felici.

Arrampicatori Culturisti (capitolo 2)

… la vertigine, l’ottenebrante irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa.

Arrampicatori Culturisti (intro + capitolo 1)

Ci venivamo, noi, a cercare a tentoni la nostra felicità, che il mondo intero ci insidiava con rabbia. Ci vergognavamo di quella voglia, ma bisognava pur farci qualcosa! È più difficile rinunciare all’amore che alla vita.

Essere o fare la donna tra le montagne?

Pertanto non si tratta di “essere uomo” o “essere donna”, quanto piuttosto di “fare l’uomo” o “fare la donna”, insomma di costruire quella facciata che renda credibile la nostra persona di fronte alle aspettative di tutti gli altri.

Petra Campana

… ho fatto gare piangendo tra un blocco e l’altro, ma poi mi sono stancata di questa situazione. Oggi scalo meno tesa perché vedo tutto come un regalo. Ho svoltato in una gara, sempre a Bressanone, ho girato la situazione dal lato giusto.